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Precari : accordo assunzioni in cambio della mancata ricostruzione di carriera per le supplenze?

Anche per i docenti di ruolo, anzi, a tempo indeterminato, si apre una nuova stagione, quella della

"Legge del Gorilla"

di Emilio Sabatino*

In questi giorni, chiunque ha potuto leggere su alcuni giornali, i vari commenti sul possibile "scambio" assunzioni - busta paga più leggera.

Un vero e proprio accordo per risparmiare circa 150 milioni di euro, sempre a danno degli insegnanti, lavoratori ormai non più (ahimè) di serie B, ma di ultima serie!

Ma la cosa più imbarazzante è che buona parte della categoria è d'accordo sulla soluzione pur di ottenere un posto a tempo indeterminato a "quattro soldi", non capendo che introdurre una diversità di retribuzione a parità di anzianità significa inaugurare una giungla in cui i miglioramenti economici andranno contrattati singolarmente da ciascun docente con i dirigenti scolastici anche bene inteso per coloro che sono in ruolo da anni, una giungla dove tornerà a prevalere non la ragionevolezza del diritto, ma la "Legge del Gorilla".

Un vero e proprio scandalo, attuato solamente nel reparto scuola, ridotto ormai ad un cumulo di macerie.

Certamente non è questa la soluzione giusta per risolvere la situazione del precariato; circa 150.000 persone, docenti ed ATA, ormai hanno perso la speranza di ottenere un posto a tempo indeterminato.

Promesse e solo promesse fatte da ministri passati, presenti e pure futuri (di cui possiamo già immaginare le scelte) per illudere tutto il personale scolastico, che ha il solo torto di voler lavorare e di percepire uno stipendio per poter vivere almeno sufficientemente (questo dopo aver fatto grossi sacrifici di studio ed anche economici).

Tra poco partirà anche le sanatoria dei corsi abilitanti, per aumentare infinitamente il numero dei precari, costringendoli a cambiare mestiere, perché ormai stufi di essere presi in giro da tutto e da tutti, senza il rispetto dovuto a lavoratori di un paese "normale" e democratico.

Pagare i supplenti fa comodo, si risparmiano una marea di euro (infatti la maggioranza dei contratti è stipulata al 30 giugno o fino al termine delle attività didattiche; chi ottiene un contratto al 31 agosto deve accendere un cero a San Gennaro, anche se non è napoletano), e poi si continuano "allegramente" a tagliare cattedre e posti ATA.

Un vero e proprio scandalo, unito alle recenti notizie del possibile scambio.

Fra poco è carnevale, vale forse la pena con gli ultimi risparmi - acquistare un costume da Tarzan, magari servirà per affrontare la giungla contrattuale e iniziamo a provare il celebre urlo la mattina, quando, guardandoci allo specchio, proviamo rabbia per essere stati ridotti a teatranti di una tragedia, non più docenti promotori di cultura.

Milano, 21 gennaio '05

* segretario provinciale l'AltrascuolA Unicobas di Milano e responsabile per il precariato